Il paradosso di Easterlin (Easterlin Paradox) o paradosso della felicità venne definito nel 1974 da Richard Easterlin, professore di economia all'Università della California meridionale e membro dell'Accademia Nazionale delle Scienze, il quale, ricercando le ragioni per la limitata diffusione della moderna crescita economica, evidenziò che nel corso della vita la felicità
delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di
ricchezza. Questo paradosso, secondo Easterlin, si può spiegare
osservando che, quando aumenta il reddito,
e quindi il benessere economico, la felicità umana aumenta fino ad un
certo punto, poi comincia a diminuire, seguendo una curva ad U
rovesciata.
Aristotele: «è chiaro che non è la ricchezza il bene da noi cercato: essa
infatti ha valore solo in quanto "utile", cioè in funzione di
qualcos'altro».
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