«Le strette relazioni tra ricerca e didattica nella geografia economica italiana hanno una matrice comune, che risale alla metà degli anni
Cinquanta, quando Umberto Toschi [.pdf] presenta i primi manuali di geografica applicata
all’economia e all’organizzazione del territorio, che impostano la didattica e avviano
una serie di riflessioni e di ricerche tematiche, proposte nei diversi ambiti universi-
tari. La scomparsa del Maestro e i grandi cambiamenti dell’economia orientano la
didattica italiana verso traduzioni di opere straniere.
Per vedere rinnovato il contributo didattico e metodologico complessivo della geografia economica italiana si devono aspettare gli anni Ottanta, che hanno come protagonisti indiscussi i manuali di Sergio Conti e di Giuseppe Dematteis [altro link], che si sviluppano
a Torino per le sinergie impostate dai fratelli Gribaudi, mentre a Firenze è l’opera di
Maria Tinacci Mossello che riprende e attualizza l’eredità scientifica e culturale di
Bruno Nice. Ovviamente, ancora nel contesto nazionale, non sono mancate altre scuole
di pensiero che hanno segnato lo sviluppo di ricerche mirate e il loro trasferimento di
dattico. Tra i numerosi esempi se ne vogliono ricordare soltanto tre, in memoria dei loro
Maestri: a Roma la geografia industriale e delle risorse per opera di Ernesto Massi; a
Genova l’applicazione della teoria generale dei sistemi nell’indagine geografica di
Adalberto Vallega; a Napoli la focalizzazione sulla questione meridionale e urbana di
Francesco Compagna [1,2] e la visione dei rapporti tra politica ed economia alle diverse
scale geografiche di Pasquale Coppola» (cit. da Link)
Alcuni altri geografi (ulteriori segnalazioni seguiranno in futuro):
Alberto Mori
Mario Ortolani
Giorgio Roletto
Giorgio Valussi
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